Cup 23-08 AdaamArtStudio_tzmarr2.JPG BepsArtStudio_34.JPG BepsArtStudio_35.JPG BepsArtStudio_36.JPG BepsArtStudio_37.JPG  «Nel fuoco, l’argilla diventa ombra che risplende: una piccola verità imperfetta da accogliere tra le mani.»
In questo chawan, che ho chiamato “Ombra della Terra”, ritrovo la memoria primordiale dell’argilla e la resa imprevista del fuoco raku. La forma, volutamente irregolare, si ispira ai Kuro Raku del XVI secolo, alle ciotole dalle pareti vive e quasi pulsanti create nella scuola dei primi maestri Raku. Mentre modellavo questa tazza, non cercavo la perfezione ma la verità della materia: un profilo che respira, una superficie che accoglie luce e ombra come fossero stati d’animo, già la vedevo realizzata in colore nero.
La cottura raku ha inciso la sua firma: zone lucide, cavità minute, contrasti bruni che ricordano i chawan Ōguro, le tazze nere dai toni profondi tipiche delle antiche cerimonie del tè. L’incisione sul fronte è una mia traccia.
In quest’opera cerco il senso del wabi-sabi, non come concetto estetico astratto, ma come esperienza. Ogni irregolarità racconta un momento di vita del pezzo, ogni variazione cromatica è una risposta al fuoco. Nella sua presenza silenziosa, “Ombra della Terra” è un oggetto che invita alla riflessione, a un tè consumato lentamente, a un contatto diretto con la fragilità e la forza del naturale.
Mi interessa che questa tazza sia un luogo: uno spazio dove chi la osserva possa ritrovare se stesso, un frammento di quiete, un ritmo interiore così si crea  risonanza con il valore simbolico dell’opera.